i nutrimenti dell'anima 1 -ritagli-

O  le radici dell'anima. "Tutto ciò che riguarda la disciplina del corpo necessita di un nutrimento; analogamente anche ciò che chiamiamo anima (nome che attraversa tutte le culture e che si comprende con facilità qualunque sia l'orientamento) ha bisogno di nutrimento.Si può senza dubbio affermare che c'è un alimento materiale, quasi palpabile non solo per il corpo ma anche per l'anima". Così esordiva la mia filosofa preferita Annarosa Buttarelli durante uno dei suoi seminari presso la scuola di Yoga che ho seguito negli ultimi 4 anni. E da lì un vero percorso attraverso lezioni cesellate da  parole che scavano dentro, che sono già delle pratiche attive; un percorso iniziatico di quelli che coinvolgono l'anima ed il corpo insieme. Doni che per essere trasmessi non possono avvalersi solo delle competenze del trasmettitore ma che hanno bisogno di qualità più vicine a quelle di un mistico. Lezioni che diventano meditazioni sapienziali e che seguono un filo d'oro di saggezza che appartiene ad un'area umana molto ampia e che attraversa tutte le culture: induista, araba, quella dei nativi di America e dell'estremo Oriente. Delle persistenze extrastoriche che, come sottolinea Annarosa, lavorano su dei punti umani, della vita animale umana che sono sopra le caratterizzazioni storiche. I nutrimenti dell'anima sono dunque cibi che permettono una vita ed una salute spirituale. Se vengono meno la nostra anima soffre. E siccome oggi si cerca tanto la forma ideale del corpo attraverso una ricerca ossessiva di perfezione della forma fisica, sembrerebbe opportuna e contemporanea anche una riflessione su quegli alimenti che ci possono consentire una ricerca di perfezione dell'anima. Una sua forma di bellezza e di equilibrio al di là di "credo" legati a condizioni spirituali e geografiche precise. Per riattivare questo necessario metabolismo interiore Annarosa Buttarelli ci presenta una serie di ingredienti come dicevo prima extrastorici, buone basi per elaborare ricette per il governo della vita interiore e di quella associata, politica. Ricette appunto trasformative.

Ma dopo aver attizzato la curiosità di coloro che vorrebbero saperne di più...qui per oggi mi fermo con l'esplorazione colta e che appartiene ad una saggezza del mondo e da sempre, più o meno sotto traccia,  presente.Riprenderò con metodo ciascuno di questi ingredienti in post successivi per provare ad analizzarli, a calarli nelle pratiche di vita. Adesso mi limito a segnalare due nutrimenti spontanei che mi appartengono e che non ho ancora collocato-per pigrizia- all'interno dei 12 nutrimenti di base su cui Annarosa Buttarelli ci ha edotti condividendo con un gruppo ristretto la sua ricerca. Tra le cose che nutrono la mia anima segnalo oggi: mangiare per la strada e ritagliare pezzi di carta, articoli e spezzoni da giornali di qualunque tipo da tutto il mondo. Quella dei ritagli è una vera malattia, a volte dalle derive un po' ossessive ma che, di fatto, mi ha sempre nutrito alla grande.

Il ritaglio di oggi è tratto da una rubrica su D di Repubblica tenuta del filosofo e scrittore pop Franco Bolelli dal titolo: si fa così.

"eppur non è così complicato. Quando da una parte ti propongono un modello femminile tristemente volgare e dall'altra uno tristemente virtuoso. Quando da una parte c'è un modello maschile ridicolmente machista e dall'altra uno sciaguratamente devirilizzato. Quando questi vogliono la licenza di farsi i propri comodi e quelli un rigorismo prescrittivo. Quando di qui c'è un divertimento sguaiato e di là intelligenza senza lampi, qui c'è disprezzo per la cultura e là cultura con la puzza sotto il naso, e altre cose così. Ecco, se le alternative sono queste, non dovrebbe essere complicato dire a tutti quanti: no grazie.Tanto più che, personalmente, vedo tanti esseri umani, progetti, idee che non sono nè in un modo nè  nell'altro ma che propongono modelli più completi, più ricchi, più avanzati. Non è vero, proprio no, che il mondo è quello là, quella è soltanto una guerra tra clan. C'è un mondo-tanti mondi personali- che sta sopra, sotto, a lato, attraverso, parallelamente, e che va evidenziato, valorizzato, messo al centro della scena. Per quegli altri là, è tempo di un paletto di legno e di una pallottola d'argento".

 

2 comments to i nutrimenti dell'anima 1 -ritagli-

  • Livio P.

    Ciao Andrea, questa divisione che citi nel ritaglio non è sempre stata presente nella società? Ricordi quel passo de "Il lupo nella steppa di Herman Hesse"? La dissertazione dell'intellettuale che si rendeva conto del pressappochismo dilagante terminava così se non ricordo male "Hai ragione tu, lupo della steppa: mille volte ragione, eppure devi perire".

  • leadershit

    Caro Livio lo scritto di Bolelli mi piace moltissimo perchè ci interroga sul tema della varietà e della diversità che c'è, esiste, fa il mondo ma noi per comodità e perchè abituati a dividere ed "imperare" forse facciamo finta o non vogliamo guardare. E' come se per semplificare tutto preferissimo mettere tutto e tutti in caselle belle definite che poi diventano delle terribili gabbie. forse hai ragione tu e qs divisioni sono da sempre presenti nella ns società. Ma così come siamo agli sgoccioli di un modo di vedere il mondo patriarcale, al maschile, governato da religioni monoteiste..etc..un po' il tema del mio libro, ecco io credo sia per qs necessario oggi valorizzare tutto ciò che sta in mezzo o che comunque vuole essere visto. Valorizzato. Grazie Livio per la citazione di Hesse...ho letto il lupo della steppa credo a 14 anni...devo riprenderlo.
    un saluto
    andrea

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