Basta spettatori
Gli spettatori passivi, quelli che non ti danno energia, che sono lì in attesa di essere stupiti ma che non si concedono non interessano più e non solo nelle aziende, nelle organizzazioni. Anche cinema e teatro fanno di tutto di più per coinvolgere lo spettatore, includerlo nella pièce, dare lui un ruolo per arrivare a condividere un sentire comune, ad elaborare interazioni che si trasformino prima o poi in conoscenza. Pensiamo ai lavori della Fura del Baus, al 3D che ci vuole far entrare nel film, ma anche alla prosa. A questo proposito mi vengono in mente le parole di Mariangela Melato che in un’intervista raccontava di quanto impegno aveva profuso nel recitare per catturare e coinvolgere quello spettatore che aveva intercettato mentre guardava continuamente l’orologio. Il coinvolgimento, la partecipazione, il sentire l’energia della sala è vitale per un attore..ma non solo.
Ieri mentre facevo una lezione sulle pratiche filosofiche nell’economico in Ca Foscari a Venezia il tema della consapevolezza su quanto le ”interdipendenze” producano valore è emerso più volte. Lo scambio e la socializzazione (che nella rete sono sicuramente più scontati) che siamo capaci di creare intorno ad un’informazione la trasformano in autentica conoscenza, quella condivisa, quella che si apprende “hic et nunc” e che poi i libri o ulteriori apprfondimenti fissano, rafforzano.
Non si tratta sempre di stare lì a fare domande, a dire la “mia”, a cercare un palcoscenico. E’ questione di esserci, anche in silenzio!
La passività  silenziosa può infatti essere molto attiva; un’elaborazione di idee e domande, un fecondo stare qui ed ora che non vuol dire parlare, prendere il palcoscenico, fare troppo rumore. Ma quel tipo di passività vale tanto quanto la richiesta di parola dell’estroverso, produce comunque una condivisione, è qualcosa che si sente.
Gli occhi, il corpo, il modo di stare vicino a chi espone, a chi dona un contenuto con passione ed entusiasmo, allargano entusiasmi ed energie. Moltiplicano le possibilità .
Tanti sono i modi per non essere spettatori, non stare lì a vedere in modo giudicante e chiuso cosa mi stai offrendo. Quante volte lo sguardo e la posizione del corpo della persona seduta lì di fronte a noi in un meeting, in un convegno, in una riunione sembrano volerci dire …”dai supiscimi adesso…fammi vedere quanto è intelligente ed interessante ciò che mi stai proponendo“!!
Quanta fatica inutile provoca la non apertura, il non accogliere, il pensare di non avere un ruolo, un’energia, un respiro ed un scambio quando si è davanti o vicino a qualcuno che parla, ci stimola attraverso il racconto di un’esperienza.
Portare alla luce queste interdipendenze, stanare gli spettatori, ricordare loro l’importanza della loro postura, della loro “azione”, è il compito di molti leader, pre e\o post leadershit..di adesso.
AV


Una volta ho assistito ad uno spettacolo de La Fura dels Baus. Era ambientato in un vecchio capannone industriale, gli spettatori si muovevano in mezzo agli attori che performavano, c’erano delle motociclette che andavano a tutto gas in mezzo a noi, obbligandoci a spostarci per non essere investiti, anche scrosci d’acqua improvvisi. Se te lo lasciano fare (spettacolo o lavoro) puoi essere uno spettatore silente e riflessivo, ma ci sono dei casi in cui o giochi o esci del tutto. L’attore dà tutto sul palco, cammina su una fune sospeso tra successo e fallimento. Esserne coinvolti, partecipare, è empatia, coinvolgimento, condivisione, fiducia. Il leader, a differenza dell’attore, ha il diritto di chiedere “tu ci sei?”. E se non glielo dici, di stanarti dal tuo buco.
si ed in questo modo più che la sua leadership ti sveglia e ti ricorda che c’è bisogno di te, di tutti. Il tema è questo è ciò che chiediamo al leader o è compito di tutti muovere l’autonomia e la responsabilità della persona? Sono doti della mamma, del datore di lavoro..più o meno manager, degli educatori. Nessuno vuole degli spettatori e solo le persone più deboli o impaurite, quelle che si stimano poco, che si comportano da capetti, che usano l’aggressività continua..ecco forse solo quelli ancora ci credono allo spettatore o yes men esecutore…forse
You can tell the honeymoon is over.