Shunya: il vuoto

il vuoto 4Meditazioni su Shunya che in sanscrito vuol dire vuoto. Questo l’ oggetto del seminario condotto da Trigunanda Ferruccio Ascari bravissimo e coltissimo maestro yoga. L’incontro è stato interamente dedicato ad alcune tecniche di concentrazione (dharana) e di meditazione (dhyana) della tradizione tantrica.

Abbiamo meditato sul vuoto per risvegliare un’energia sottile attraverso visualizzazioni e tecniche di rilassamento guidato. Gli spazi vuoti all’interno del nostro corpo, nella spina dorsale (sushumna), nella base o radice (muladhara), nello spazio in cui risiede il chakra del cuore ( anahata).

Per arrivare, possibilmente allo stato di nirvikalpa ovvero assenza di costrutto mentale.

l versetti 59  e 60 del testo di meditazioni spirituali Vijnana Bhairava recitano: “contemplando un vaso si dovrebbe fissare la propria vista sul vuoto che esso racchiude lasciando che le pareti che lo delimitano si dissolvano. Attraverso questa dissoluzione delle pareti la mente stessa si dissolve in puro vuoto”.” Se lo sguardo si posa su paesaggi deserti privi di alberi e rocce, alla mente vengono meno i supporti su cui sviluppare pensieri, essa stessa diventa vuota e le vritti (i vortici) tendono a dissolversi”.

Svuotare espirando, proprio come fanno subito i bambini indiani quando gli viene chiesto di respirare. In occidente all’ampio respiro si associa immediatamente una bella inspirazione. Si riempie. Si fa il pieno.

E’ di quelle scorte, a volte, non ci si riesce più a privare; sembra impossibile vivere senza.

Praticare….il vuoto.

(av)

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