R-evolution
“I vecchi paradigmi sono saltati”, “Niente sarà più lo stesso”, ” Tutto è cambiato”. Sono frasi che sentiamo continuamente nei congressi e spesso, alle nostre orecchie, ci sembrano frasi fatte o quantomeno pronunciate senza troppa convinzione. E invece siamo davvero in mezzo ad una rivoluzione.
Ho trovato questo video, realizzato dal gruppo che ha lavorato con Erik Qualmal sul libro Socialnomics che spiega bene il rapido mutamento di scenario degli ultimi anni.
I cambiamenti riguardano l’informazione e la comunicazione , ma è evidente che si tratta di una più profonda mutazione culturale in cui l’innovazione corrisponde, in un certo senso, anche ad un’evoluzione biologica.
Fermiamoci per un momento allo stadio precedente, ovvero a come questa r-evolution ha impattato sul mondo del lavoro e delle organizzazioni. Prendiamo quindi a prestiti le parole di Gary Hamel, esperto mondiale di business strategy, che la settimana scorsa si trovava in Italia per alcune conferenze.
Ecco il suo pensiero su quella che chiama la Facebook Generation, estratto da un’intervista del Corriere Economia
(..)Oggi nel mondo ci sono 160 mila progetti basati sull’ open source e sviluppati da 2 milioni di volontari. Quanti dieci anni fa pensavano che si potesse creare un sistema operativo grazie a una rete di esseri umani che collaborano senza una gerarchia? È la rivoluzione sociale via Internet e la Facebook Generation ne è protagonista».
Che tipo di innovatori saranno?
«Per loro Internet è il sistema operativo della vita. Sono cresciuti con interiorizzati certi valori: il primo è che ogni idea deve avere le stesse opportunità di competere con tutte le altre, non importa chi la propone. Se scrivi un blog o pubblichi un video su YouTube nessuno ti chiede se sei andato a scuola di giornalismo o di cinema, conta solo come reagisce il pubblico.
Il secondo principio è che l’autorità non cala dall’alto, viene dalla qualità del contributo e appena smetti di aggiungere valore, il tuo potere cala»
Nuovi concetti, nuovi scenari, nuovi modelli di riferimento ma, sopratutto, nuove posizioni.

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