Tendenze profonde
Siamo soliti pensare che il mondo della moda e, in generale, quello delle tendenze sia sempre velleitario, futile e superficiale. A volte siamo noi, invece, quelli superficiali che ci basiamo su queste pregiudizi. Ho pensato a questo leggendo un’intervista all’olandese Li Edelkoort, forse la “trend hunter” più conosciuta al mondo, consulente di importanti brand di abbigliamento e design nonché fondatrice di riviste di culto come View on, Color e Bloom. Di recente la Edelkoort è passata dall’Italia, rilasciando interviste e dichiarazioni molto interessanti e che intercettano bene i temi trattati da questo blog.
Alla classica domanda sull’identikit della nuova giovane classe creativa, la Edelkoort ha così risposto
Per i giovani d’oggi è più difficile essere creativi rispetto alla generazione precedente. Oggi è più facile annoiarsi: hanno già visto tutto, già sentito tutto. L’informazione per loro è sempre a portata di mano. Hanno troppo di tutto. Quindi devono imparare a “resettare” il loro cervello da questa overdose di informazioni. Devono saper disfare, prima ancora che fare. Devono imparare a creare partendo da loro stessi. Devono essere unici, avere un loro punto di vista sulle cose. Devono porsi loro stessi le problematiche da affrontare così come le soluzioni ad esse. E’ un processo completamente nuovo, e molto duro, ma ce la stanno facendo. Sono molto attivi e positivi. Sono capaci di essere “socievoli”, di lavorare in team.
Nel nostro vocabolario questo è il “poteressere”, che in questo caso diventa la modalità ideale per aprirsi al pensiero creativo attraverso la collaborazione.
E ancora, sul rapporto con il web
I ragazzi di oggi sanno agire e lavorare in gruppo, sanno aiutarsi. La generazione ora al potere impone regole e regolamenti, per potere esercitare il proprio controllo. E’ quella che si definisce una “una control-freak generation”. Quella dei ventenni, al contrario, è una generazione molto flessibile, aperta, capace di spostarsi con facilità da un paese all’altro. E’ una generazione mobile e nomade.
L’impossibilità , per poter crescere e sviluppare il proprio potenziale di sottostare a dei controlli e, per estensione, a ideologie, idee altrui e a modalità di organizzazione già preconfezionate.
Il resto dell’intervista qui.
