Shunya: il vuoto

il vuoto 4Meditazioni su Shunya che in sanscrito vuol dire vuoto. Questo l’ oggetto del seminario condotto da Trigunanda Ferruccio Ascari bravissimo e coltissimo maestro yoga. L’incontro è stato interamente dedicato ad alcune tecniche di concentrazione (dharana) e di meditazione (dhyana) della tradizione tantrica.

Abbiamo meditato sul vuoto per risvegliare un’energia sottile attraverso visualizzazioni e tecniche di rilassamento guidato. Gli spazi vuoti all’interno del nostro corpo, nella spina dorsale (sushumna), nella base o radice (muladhara), nello spazio in cui risiede il chakra del cuore ( anahata).

Per arrivare, possibilmente allo stato di nirvikalpa ovvero assenza di costrutto mentale.

l versetti 59  e 60 del testo di meditazioni spirituali Vijnana Bhairava recitano: “contemplando un vaso si dovrebbe fissare la propria vista sul vuoto che esso racchiude lasciando che le pareti che lo delimitano si dissolvano. Attraverso questa dissoluzione delle pareti la mente stessa si dissolve in puro vuoto”.” Se lo sguardo si posa su paesaggi deserti privi di alberi e rocce, alla mente vengono meno i supporti su cui sviluppare pensieri, essa stessa diventa vuota e le vritti (i vortici) tendono a dissolversi”.

Svuotare espirando, proprio come fanno subito i bambini indiani quando gli viene chiesto di respirare. In occidente all’ampio respiro si associa immediatamente una bella inspirazione. Si riempie. Si fa il pieno.

E’ di quelle scorte, a volte, non ci si riesce più a privare; sembra impossibile vivere senza.

Praticare….il vuoto.

(av)

Alla fiera delle vanità

pinocchio managerO meglio: Entreprises: la foire aux vanitès è il titolo originale dell’articolo della giornalista francese Jacqueline De Linares sul  Le Nouvel Observateur . Una paginetta uscita agli inizi di quest’anno sulla corsa frenetica delle grosse aziende a vantarsi delle loro buone azioni, delle pratiche eccellenti di HR (per i non addetti gestione delle risorse umane), dalla promozione delle donne in posizioni di responsabilità, alla protezione dell’ambiente e allo sviluppo sostenibile ..e via dicendo tante altre autoglorificazioni legate al sociale, al cosiddetto etico

Anche France Telecom piuttosto citata e tristemente conosciuta nel 2009 per i suicidi ripetuti dei suoi dipendenti è riuscita a guadagnarsi ben 5 stelle nel palmarès Top Employeurs France perchè ” ha promosso al suo interno pratiche all’avanguardia nella gestione del personale per permettere ai dipendenti di realizzarsi personalmente e professionalmente sul lavoro”.

OK. Non c’è limite. Non ci sono commenti!!

Ma -continua la giornalista- abbondante è ormai in tutti i siti la promozione  di carte della diversità, di modi per prevenire lo stress dei lavoratori, di enunciazione di policy per garantire uno sviluppo sostenibile  e duraturo, di investimenti in energie rinnovabili anche se poi – nel caso specifico di Total- non rappresentano che il 2,1% di tutto il budget destinato alla ricerca e sviluppo dall’azienda.

Insomma imprese che sembrano ONG, imprese che non lesinano sui budget promozionali per pulirsi la coscienza autopromuovendosi; imprese francesi che attraverso l’elogio del loro operato hanno ispirato l’associazione  ambientalista Les amis de la Terre a costituire un premio – antidoto: Il premio Pinocchio per illustrare e denunciare gli impatti negativi di alcune organizzazioni francesi che razzolano male pur predicando bene all’interno di siti e comunicazioni…di facciata.

Si potrebbe dire che non è una novità.La cosiddetta etica da scaffale continua ad imperversare e gli enunciati di buone condotte a sopraffare il vissuto reale e le pratiche quotidiane. Ma oltre a denunciare le finte promesse si potrebbe cominciare a denunciare anche un altro fenomeno dilagante: quello dell’abbondanza di inutile comunicazione. La comunicazione è diventata non solo troppa ed effimera ma quasi cancerogena in questi anni. Dilaga e appiccica etichette “cosmetiche” a  tutto, fatti  piccoli ed irrilevanti che è necessario “strumentalizzare” ed ingigantire per vendere, per raccontarsela e raccontarla al mondo. Di questo tipo di comunicazione cancerogena oggi siamo pieni, ridonda in tv e sui giornali, alla radio e sul web.

Ricordiamoci tutti! Aziende , imprenditori, consulenti e comunicatori non solo di NON DIRE LE BUGIE per lavarsi la coscienza ma anche di usare la COMUNICAZIONE con più parsimonia per renderla veramente NECESSARIA!

Educhiamoci tutti, di più, anche a fare un po’ di silenzio.

In questi anni, ce ne è proprio tanto bisogno.

(av)

Spazi liberati nel 2009

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Il mondo della musica è sicuramente quello [...]

Oltre l’economia di condivisione

Quando si dice che la rete sta realmente cambiando tutto, non possiamo limitarci a pensare a quello che è accaduto alla comunicazione, all’informazione o che sta avvenendo oggi al mercato dell’entertainment. Il fatto è che internet sta lentamente e profondamente cambiando il paradigma fondante del modello di business su cui si basa lo scambio commerciale [...]

Falling out of love with business: suggerimenti

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Da una parte infatti evidenzia l’importanza e l’impatto che le associazioni degli “altruisti organizzati” hanno nella società italiana. Un “giacimento di generosità” di dimensioni notevoli (quasi un italiano su [...]

R-evolution

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Ostaggio…di un libro

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Confesso:  ne divento subito un po’ ostaggio anche io. Avevo provato lo stessa sensazione di ”sicurezza” [...]

Tendenze profonde

Siamo soliti pensare che il mondo della moda e, in generale, quello delle tendenze sia sempre velleitario, futile e superficiale. A volte siamo noi, invece, quelli superficiali che ci basiamo su queste pregiudizi. Ho pensato a questo leggendo un’intervista all’olandese Li Edelkoort, forse la “trend hunter” più conosciuta al mondo, consulente di importanti brand di [...]

Il seme dell’intolleranza, un’ipotesi

I giornali li leggete anche voi, e non c’è quindi bisogno che vi mostriamo la lista delle notizie e degli episodi di intolleranza che quotidianamente troviamo nelle pagine di cronaca. Men che meno vogliamo parlare di politica. Vorremmo invece cercare di affrontare il problema, la sua radice, attraverso un punto di vista diverso dal solito, [...]