Torsioni e carattere

torsione“Mi piace invecchiare perché il tempo dissolve il superfluo e conserva l’essenziale”

La rilettura della Forza del carattere di James Hillman ha mosso in me piccolo yoghini in fasce una serie di riflessioni sulla saggezza della vecchiaia, sulle potenzialità enormi  di leggere la trasformazione fisica del corpo -più o meno vecchio poco importa..non è una questione di età- come un modo per accedere e  mettere nel mondo forme di saggezza necessarie e così poco esplorate nella società di oggi prevalentemente  ”giovanilista” e alla ricerca continua di ricette e formule magiche per tornare indietro ed annullare la vecchiaia.

 Il libro affronta il  carattere, tema ricorrente nell’opera di Hillman . Nel testo ”Il Codice dell’anima” si parla del “daimon”, quel demone che ciascuno di noi riceve come compagno prima della nascita - secondo il mito di Er raccontato da Platone-, quel codice unico, vocazione originale di ciascuno di noi. La buona realizzazione di questo piccolo demone interiore (eu-daimonia) diventa dunque il compito della nostra esistenza.

Questo chiave di accesso alla nostra realizzazione, questo carattere che contraddistingue ciascuno di noi diventa  nel testo di Hillman “La forza del carattere” il nostro lascito, l’eredità che sveliamo completamente e doniamo nella vecchiaia  per “Durare” oltre e al di là della durata del nostro corpo fisico. Il nostro carattere come una sorta di impronta energetica, di onda magnetica, di lascito che i vecchi – scrive Hillman- sentono più di altri di voler e poter trasmettere agli altri e al mondo prima dell’uscita di scena del proprio corpo. Per questo motivo i vecchi accentuano tutte le caratteristiche positive o negative del proprio carattere negli ultimi anni di vita. Questo manifestarsi del carattere del vecchio a volte in modo più urlato e sfacciato e in altri casi in modo più contenuto assume dunque un senso molto importante, profondo, legato alla saggezza che chiede di  rimanere nel mondo attraverso le parole, le opere, il fare, i gesti, i pensieri e le relazioni  coltivate negli anni della vita più matura.

Le torsioni nello yoga coinvolgono tutta la spina dorsale e anche gli organi interni del corpo di un praticante. Le esplorazioni possibili attraverso le torsioni all’interno del proprio corpo sono molteplici. Le rotazioni agiscono sulle viscere. I liquidi, il sistema connettivo del midollo osseo, sui canali energetici più importanti e più sottili. La rotazione consente di tirare, allungare e strizzare sia i muscoli più superficiali, gli organi del corpo, fino a raggiungere quello che è chiamato “rettile internoâ€ovvero il centro dell’anatomia, della psicologia, dell’essere. Un centro interiore fonte e sorgente biologica di energia, connessione ai bisogni autentici ( vedi Jader Tolja –Anatomia esperienziale – Quaderni di Yoga Associazione Nazionale Insegnanti).

Attraverso asana che ruotano, che disegnano con la spina dorsale come un’elica, una spirale possiamo nella pratica dello yoga evocare la nostra unicità, richiamare dalle profondità del corpo bagliori di carattere, vocazione, missione originaria. Nella colonna vertebrale si accumulano tutti i condizionamenti e le rigidità, gli schemi e le idee preconcette. Paure e potenzialità represse. Le torsioni liberano, ripuliscono da schemi e condizionamenti e ci possono dare una nuova consapevolezza per svelare  risorse e caratteristiche del nostro carattere, della nostra personalità. Le torsioni simboleggiano in molte asana dello Yoga i saggi -vedi Matsyendrasana-   Dei e\o illuminati in continua trasformazione, Un continuo laboratorio di ricerca del proprio essere, di realizzazione del sè, di viaggio e scoperta del nostro percorso: quello che ci appartiene, quello che vogliamo intraprendere perchè già nostro.

Nella mia pratica il corpo incontra la torsione in un modo naturale; parlerei di uno yoga facile. E’ la torsione ad occuparsi di me e non io di lei. E’ come se ci fosse una passività della mia volontà che implica uno sforzo minimo, quasi inesistente; la torsione parla a me ed io devo solo creare le condizioni per ascoltare. C’è un sottile piacere nel mio rapporto con le torsioni che rende la mia pratica tranquilla e mi consente di mantenere l’asana. Le torsioni mi fanno sentire la trasformazione invisibile e continua che è dentro di me; le cellule del mio corpo che cambiano, si sostituiscono, invecchiano, dello spazio interiore che si libera da ostacoli energetici, della testa che si svuota, della qualità della mia osservazione. La torsione mi consente un’entrata privilegiata nell’osservazione; un’osservazione non giudicante, un ascolto da cui mi lascio informare senza pescare all’interno di idee preconcette, di cose che so o credo di sapere. La torsione tocca qualcosa di molto profondo, di radicato e di importante e a volte mi dona delle immagini potenti.

Mi piace molto pensare alle torsioni della mia pratica, alle rotazioni del mio corpo come ad un laboratorio continuo di ricerca e scopera sul mio carattere.

indisciplinare le discipline

antoniettapotente1Si chiama Antonietta Potente.E’ una teologa, una suora domenicana della Congregazione San Tommaso D’Aquino. Vive in Bolivia in comunità in una famiglia Aymara nella zona Quechua ed insegna Teologia presso l’Università di Cochabamba e l’Istituto ecumenico di teologia andina a La Paz. Tiene conferenze, corsi di ritiro e studi in tutti i paesi latino americani ed in Italia. E’ ligure ed è molto conosciuta anche in Italia. Ha scritto libri meravigliosi tra cui Qualcuno continua a gridare -per una mistica politica- edizioni la meridiana e Il sottile filo che sostiene il mondo - considerazioni sulla vita e sui noi stessi (edito da Romena). Uscirà nel 2011 un suo libro sull’etica per Mondadori.

E’ una mia amica da due anni. Ho passato a lavorare e discutere con lei di mercati, comunità, identità, del mio lavoro, del nostro andirivieni, di Avatar, di mistica, di diversità, della nostra inquietudine. Siamo andati insieme ad ascoltare dei giovani a The Hub, un bellissimo spazio di incontro -giovani, web , org, no profit, comunitario milanese ed internazionale aperto ieri alle nuove forme della politica.

Ho sfiorato e sentito la pienezza della sua vita, la ricchezza del suo stare nel mondo, la sua forza e volitiva indisciplinatezza. Una donna teologa  in ricerca, una donna che attraverso lo studio e lo stare in comunità sfida il pensiero corrente e forgia nuovi linguaggi, nuove parole per esprimere “altre” forme di mistica contemporanea.

La persona più sovversiva che conosco!

Grazie Antonietta. Accenderemo fuochi meravigliosi intorno ai quali sederci e stare in silenzio ancora una volta..insieme.

Andrea

Abilitare

Il mio professore lo sosteneva chiaro
“I don’t want to empower people, I want to enable people to empower themselvesâ€
Questa frase risuonava qualche anno fa nelle aule di una scuola di business che frequentavo e mi ha sempre accompagnato nelle esperienze sia di allievo che di formatore, o meglio ancora di ispiratore.
“non voglio potenziare le persone, [...]

crisi e multiyo

Sopravvivere alle crisi è il titolo dell’ultimo libro di Jacques Attali giornalista ed esperto di economia francese, ovvero 7 lezioni di vita o più prosaicamente strategie di sopravvivenza per “cercare ciascuno di noi uno spiraglio nella sventura e destreggiarsi tra gli ostacoli che si presenteranno”.
Le strategie: il rispetto di sè, l’intensità, l’empatia, la resilienza, la [...]

trasformazioni

Quelle sotterranee, poco visibili, continue e silenziose di trasformazioni mi hanno sempre affascinato.
Il libro del filosofo e sinologo francese Francois Jullien “Le trasformazoni silenziose” edito da Cortina ha risvegliato in me la voglia di capire meglio e di riflettere su come il nostro corpo, il nostro mondo, la società siano tutti organismi viventi in continuo [...]

leader e politica

Si chiama Nichi Vendola, in questa foto è nudo e forse è uno dei pochi “in politica” capace di dire pacatamente ed efficacemente Il Re è Nudo.
E’ Presidente -rieletto quest’anno- dal 2005 della Regione Puglia. L’intervista di ieri sera da Fabio Fazio a Che Tempo che fa oltre a fornirre una bella testimonianza su cosa vuol [...]

appunti

Arrivo con un po’ di ritardo. Ieri giovedì 22 aprile  Earth Day: giornata mondiale della terra.
Partecipavo ad un seminario di Future Concept Lab, impresa creativa capitanata da Francesco Morace grande ricercatore di tendenze e sociologo oltre che mio amico e ..prendevo appunti.
Blooming opulence, esuberanza ed ancestralità della natura, forza e stupore ingovernabile, tensione vitale della [...]

Basta spettatori

Gli spettatori passivi, quelli che non ti danno energia, che sono lì in attesa di essere stupiti ma che non si concedono non interessano più e non solo nelle aziende, nelle organizzazioni. Anche cinema e teatro fanno di tutto di più per coinvolgere lo spettatore, includerlo nella pièce, dare lui un ruolo per arrivare a condividere [...]

Questioni di identità

Disoccupati senza identità; questo il titolo della rivista Mente e cervello che affronta il tema difficile della perdita di identità e di ruolo sociale che inevitabilmente si accompagna a quella del lavoro. Un lavoro che quando non c’è più significa perdita di autostima, perdita di un ruolo sociale, veri e propri shock emotivi e psicologici, [...]

Shunya: il vuoto

Meditazioni su Shunya che in sanscrito vuol dire vuoto. Questo l’ oggetto del seminario condotto da Trigunanda Ferruccio Ascari bravissimo e coltissimo maestro yoga. L’incontro è stato interamente dedicato ad alcune tecniche di concentrazione (dharana) e di meditazione (dhyana) della tradizione tantrica.
Abbiamo meditato sul vuoto per risvegliare un’energia sottile attraverso visualizzazioni e tecniche di rilassamento guidato. [...]